La visione di David Knafo, architetto del Padiglione di Israele

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La visione di David Knafo, architetto del Padiglione di Israele

La visione di David Knafo, architetto del Padiglione di Israele

“I campi verdi di Israele”. Nella mente di David Knafo, architetto autore del padiglione israeliano all’Expo 2015, ci sono quei campi rigogliosi sorti in una terra arida. Ha deciso così di riportare un pezzo della terra d’Israele a Milano, ma lo ha fatto in modo innovativo proprio come la filosofia israeliana insegna. Ha realizzato dunque un campo verticale e ha dato vita ai “Fields of Tomorrow”, i campi del domani. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con David Knafo per scoprire qualche dettaglio in più sul padiglione.

david knafo

Come si integra il padiglione di Israele con le altre strutture architettoniche dell’Expo?

Per il padiglione di Israele non eravamo interessati a creare una costruzione appariscente. Il nostro scopo è quello di stupire con una struttura esteticamente mozzafiato, ma allo stesso tempo semplice perché il concetto che portiamo all’Expo è che: “Israele è impegnato a condividere la nostra conoscenza con la Società delle Nazioni, le nostre innovazioni high-tech e il know-how per un futuro migliore”

Qual è il legame tra architettura ed Expo?

Nella storia dell’Expo, l’architettura dei padiglioni è stata dimostrazione di innovazione ed estetica. Il padiglione di Israele unisce l’estetica alla sostenibilità per trasmettere un messaggio profondo alle future generazioni.

L’architettura è scienza?

Abbiamo dato vita al padiglione con un approccio umanistico, come se l’architettura fosse una scienza sociale, uno strumento per promuovere la sostenibilità, la protezione delle risorse naturali e l’impegno per assicurare un prospero futuro dell’umanità.

Com’è fatto il padiglione di Israele?

Parte determinante della struttura del padiglione è composta da un campo verticale realizzato con piastrelle modulari utilizzate per la coltivazione di colture agricole . Ciascuna di queste piastrelle contiene un sistema di irrigazione a goccia computerizzato per ottimizzare le condizioni di crescita delle piante.

Che coltivazioni ha il campo?

Grano, riso e mais che rappresentano l’80% degli elementi nutritivi consumati dall’uomo.

Dov’è la tecnologia?

Il padiglione è stato costruito con gli strumenti più avanzati della tecnologia sostenibile, risparmiando aria, energia e acqua. C’è di più: l’intera struttura può essere completamente smantellata, ma in più potrà essere riciclata alla fine dell’esposizione. Come gesto di amicizia e supporto a Milano, intendiamo donare il padiglione alla città con la proposta di un centro giovanile.

Come vedi il futuro? Crediamo che la tecnologia del Vertical Planting, la coltivazione verticale, possa davvero cambiare non solo l’aspetto ma lo stile di vita nelle città del futuro. Immaginate una città dove le persone possono produrre e consumare i prodotti coltivati suoi propri edifici.

 

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